Semplificazione delle procedure di accesso ai fondi europei 

In molti Stati membri una cospicua parte dei fondi europei non viene intercettata dai diversi portatori di interessi. La causa principale è da attribuirsi alle capziose procedure che disincentivano le richieste sin dalle prime fasi. L’iter procedurale di accesso alle risorse viene infatti percepito come troppo complesso, soprattutto in paesi come l’Italia, dove la burocrazia eccessiva ed endemica risulta essere un ostacolo enorme e assolutamente disincentivante per il cittadino.

Ciò premesso, può dire la Commissione se intende semplificare l’iter procedurale di accesso ai fondi europei per migliorarne l’accessibilità, a vantaggio di una maggiore e più ubiquitaria ridistribuzione delle risorse all’interno degli Stati membri?

Presentazione:19.4.2023

Risposta di Elisa Ferreiraa nome della Commissione europea

I fondi UE sono erogati in gran misura in regime di gestione concorrente, nel quale la responsabilità dell’attuazione è in capo agli Stati membri, mentre alla Commissione spetta il monitoraggio del processo. La Commissione ricorda costantemente agli Stati membri di semplificare le procedure e di evitare per quanto possibile la sovraregolamentazione, senza però pregiudicare la sana gestione finanziaria.

Per quanto riguarda la politica di coesione, il regolamento recante disposizioni comuni per il periodo 2021-2027 comprende 74 misure concrete di semplificazione per ridurre gli oneri amministrativi. Ne sono esempi il maggiore ricorso alle opzioni semplificate in materia di costi, una combinazione più flessibile delle sovvenzioni con gli strumenti finanziari, disposizioni sull’audit unico e la riduzione del numero di verifiche[1].

Sono inoltre disponibili forme specifiche di sostegno per risolvere le strozzature amministrative, sotto forma di assistenza tecnica o, come ad esempio nel caso dell’Italia, di un programma dedicato. L’Italia fa anche parte della rete transnazionale sulla semplificazione[2], una piattaforma grazie alla quale i rappresentanti di tutti gli Stati membri possono scambiarsi regolarmente informazioni sulle loro esperienze e pratiche in materia di semplificazione. In tal modo l’Italia si avvale delle competenze di altri Stati membri in ambiti quali la progettazione e l’uso delle opzioni semplificate in materia di costi e del finanziamento non collegato ai costi, ma anche la selezione delle operazioni, le verifiche di gestione, la sovraregolamentazione, la digitalizzazione dei processi e delle procedure o la collaborazione tra le autorità di gestione e i beneficiari. Le norme che disciplinano l’accesso ai fondi UE sono indispensabili per tutelare il denaro dei contribuenti dell’UE.

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