Carenza microchip

Carenza microchip: la Commissione agisca per salvare il comparto automobilistico europeo e si impegni per evitare la perdita di competitività e posti di lavoro

La mancanza di microchip e di semiconduttori sta mettendo a dura prova il settore industriale automobilistico. A febbraio, per la seconda volta nel corso dell’anno 2023, il più grande stabilimento di produzione di furgoni e veicoli commerciali in Europa, lo stabilimento del gruppo Stellantis SEVEL ad Atessa (Abruzzo), ha fermato la propria produzione per la mancanza di questi componenti.

Le problematiche continue legate alla fornitura altalenante dei semiconduttori da parte dei paesi asiatici influiscono sulla competitività nel mercato mondiale dello stabilimento, che non riuscirà a evadere le richieste pianificate.

Il regolamento “Chips Act”, che prevede un quadro di misure per rafforzare l’ecosistema europeo dei semiconduttori e di istituire un meccanismo di risposta alle crisi introducendo misure di emergenza, rischia di non essere tempestivo, come anche il regolamento che istituisce una “Joint Undertaking” dedicata alla produzione di semiconduttori in Europa.

Ciò premesso, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1.    Intende avviare un’interlocuzione nel primo semestre del 2023 con i maggiori gruppi industriali del settore automobilistico europeo per tutelarne la produzione nei confini dell’Unione e per favorire la nascita di distretti industriali elettronici connessi al settore automobilistico?

2.    Intende prendere ulteriori iniziative per evitare che la mancanza di componenti elettronici e microchip porti a una perdita di competitività delle aziende europee e dei posti di lavoro?

Presentazione: 8.3.2023

Risposta di Thierry Breton a nome della Commissione europea

La Commissione è pienamente consapevole dell’importanza dell’approvvigionamento di semiconduttori per la produzione automobilistica nell’UE e sta discutendo con l’industria automobilistica la via da seguire per rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento del settore automobilistico nell’ambito del percorso di transizione per l’ecosistema della mobilità[1].

Sebbene il mercato dei semiconduttori sia molto volatile, la catena di approvvigionamento è intrinsecamente complessa, caratterizzata da interdipendenze globali e flessibilità molto limitata. Le forti variazioni della domanda, le massicce sovvenzioni pubbliche distorsive e le restrizioni all’esportazione possono avere ripercussioni nel lungo termine. Con il regolamento sui chip[2] l’UE sta adottando misure per aumentare la sua resilienza attraverso l’ampliamento della capacità. Tramite il gruppo di esperti dell’UE sui semiconduttori[3], la Commissione si rivolgerà alle imprese automobilistiche per monitorare la catena del valore e comprendere meglio le loro esigenze.

Con la nuova normativa europea sulle materie prime critiche[4] la Commissione ha proposto una serie completa di azioni volte a garantire l’accesso dell’UE a un approvvigionamento sicuro, diversificato, sostenibile e a prezzi accessibili di materie prime critiche, che sono indispensabili per diversi settori strategici, tra cui quello della fabbricazione di componenti elettronici. La normativa migliorerà notevolmente la raffinazione, la trasformazione e il riciclaggio delle materie prime critiche in Europa, rafforzerà la cooperazione dell’UE con partner commerciali affidabili a livello mondiale e intensificherà la produzione in modo sostenibile.

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