L’attuale crisi energetica sta contribuendo enormemente alla spinta negli investimenti sulla ricerca tecnologica da parte di una moltitudine di aziende italiane ed europee. In particolare, in materia di mobilità sostenibile attraverso i biocarburanti e per la produzione di biogas (da biomasse di scarto agricolo e fanghi zootecnici e urbani) sono sempre più numerosi i brevetti depositati dalle aziende.

L’attuale crisi energetica sta contribuendo enormemente alla spinta negli investimenti sulla ricerca tecnologica da parte di una moltitudine di aziende italiane ed europee.
In particolare, in materia di mobilità sostenibile attraverso i biocarburanti e per la produzione di biogas (da biomasse di scarto agricolo e fanghi zootecnici e urbani) sono sempre più numerosi i brevetti depositati dalle aziende.
Un recente studio di Eni dimostra come l’utilizzo di carburante vegetale Eni Hvo coperto da 4800 brevetti, possa essere utilizzato su motori euro 5 e euro 6 senza alcuna modifica riducendo del 90% le emissioni clima alteranti sfruttando la medesima rete logistica dei carburanti fossili.
Per la produzione di carburanti a base vegetale si utilizzano inoltre biomasse di scarto e arbusti oleosi come il ricino che cresce in zone semiaride, consentendo di ottenere produzioni da reddito anche in aree scarsamente vocate all’agricoltura senza entrare in conflitto con le produzioni alimentari.

L’esempio concreto portato avanti dalle bioraffinerie di Gela, Livorno e Venezia dimostra come il biodisel vegetale possa sostituire interamente quello fossile.

Si chiede alla Commissione se:

intenda supportare la diffusione di queste nuove tecnologie europee per la produzione di biocarburanti e biogas per diversificare gli approvvigionamenti energetici a garanzia della sostenibilità ambientale, senza cadere nella dipendenza di monopoli strategici esteri.

Risposta di Kadri Simson a nome della Commissione europea 

L’uso di biocarburanti sostenibili è incentivato nell’ambito della direttiva sull’energia da fonti rinnovabili , che definisce un quadro per la promozione delle energie rinnovabili, compresi i biocarburanti sostenibili nel consumo totale di energia e nel settore dei trasporti. Se i biocarburanti prodotti a partire da colture alimentari e foraggere contribuiscono in modo limitato al conseguimento di tali obiettivi per motivi di sostenibilità, i biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e residui nonché da colture intermedie, come le colture intercalari e le colture di copertura, non sono limitati, a condizione che l’uso di tali colture intermedie non generi una domanda di terreni supplementari (articolo 2, punto 40). Particolare attenzione è dedicata alla promozione dei biocarburanti avanzati prodotti a partire da materie prime incluse nell’allegato IX, parte A, della direttiva.

Con il pacchetto “Pronti per il 55 %” la Commissione ha presentato una serie di proposte volte a migliorare ulteriormente il quadro normativo di promozione dei combustibili rinnovabili. Ciò comprende la proposta di revisione della direttiva sull’energia da fonti rinnovabili e le iniziative REFUEL volte a promuovere l’uso di combustibili rinnovabili nei settori dell’aviazione e del trasporto marittimo , che dipendono maggiormente dall’uso di biocarburanti per decarbonizzare rispetto ad altri modi di trasporto. Il quadro normativo riveduto, attualmente in fase di negoziato interistituzionale, fornirà ulteriori incentivi alla diffusione di tecnologie innovative per la produzione di biocarburanti e biogas.

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